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News - ENTERITE VIRALE

Cos’è:

Si tratta di uno stato patologico causato da diverse famiglie di virus (i più comuni sono Astrovirus, Reovirus e il Virus della Nefrite Aviare), che in genere compare nei primi giorni di vita dei pulcini. Tra i vari bersagli di tali virus c’è l’intestino, pertanto si avrà formazione di disuniformità e scarti. Di solito l’infezione interviene nelle prime fasi in allevamento, ed è molto frequente quando si pratica la “multi-età” nello stesso allevamento.

Come si riconosce:

In genere si manifesta a partire dai 4-5 giorni di vita con diarrea: la zona attorno alla cloaca è imbrattata di feci, fino a formare i cosiddetti “tappi cloacali”.

La mortalità in assenza di complicazioni è trascurabile, mentre è molto evidente la disuniformità del gruppo con formazione di scarto; la replicazione virale nell’intestino porta alla morte degli enterociti (le cellule della mucosa intestinale), pertanto la capacità di assorbimento dei nutrienti sarà limitata. In aggiunta l’interessamento del pancreas fa sì che gli enzimi digestivi siano carenti, pertanto la digestione del mangime non sarà ottimale. La crescita delle piume è spesso alterata, per cui alcuni soggetti presentano le cosiddette “ali ad elicottero” (figura 1).

All’esame necroscopico è frequente la retrazione del pancreas, che trascinando con sé il duodeno (il primo tratto dell’intestino), gli dona un aspetto “arricciolato” (figura 2). La parete intestinale si presenta più sottile del solito e la superficie mucosa perde il suo caratteristico aspetto “vellulato”. I ciechi sono spesso ripieni di bolle di gas o addirittura di schiuma, pertanto si possono riscontrare delle feci di aspetto schiumoso (figura 3).

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Come si cura:

Trattandosi di una patologia virale, non esistono antibiotici in grado di curarla. L’unica via da percorrere è quella della prevenzione, curando al massimo l’igiene dei locali e mantenendo delle rigide regole di biosicurezza in allevamento.

Nel caso in cui la patologia sia entrata in allevamento la trasmissione da un gruppo all’altro è pressoché inevitabile, per cui l’unica soluzione realmente efficace è il vuoto sanitario dell’intero allevamento. In attesa del momento più opportuno per praticarlo, si possono limitare i danni somministrando un prodotto acidificante nell’acqua di bevanda, che avrà lo scopo di rallentare la replicazione dei virus in attesa che gli animali inizino a produrre delle quantità sufficienti di anticorpi. In aggiunta si può somministrare un prodotto probiotico, sempre allo scopo di sfavorire la replicazione virale e limitare eventuali batteri di irruzione secondaria (in primis coliformi).

A cura del Servizio Tecnico Avizoo, 12/08/2019

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